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Mostra d'arte

POST SEDIMENTA Pompei: Strati di Memoria.

Giovedi 5 Novembre 2026

16.00-19.00

Diano Marina

Luogo dell'evento su Google Maps

Mostra "POST SEDIMENTA Pompei: Strati di Memoria"
A cura di Massimo Borrelli
Data: da Domenica 1 Novembre 2026 a Sabato 7 Novembre 2026
Orario: tutti i giorni dalle 16,00 alle 19,00
Luogo: Palazzo del Parco - Sala Mostre e Convegni "R. Falchi"

POST SEDIMENTA. Pompei, strati di memoria è una mostra collettiva che riunisce le opere di artisti internazionali, provenienti da Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ucraina, invitati a confrontarsi con l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e con le sue tre fasi: il prima, il durante, il dopo.

La mostra costruisce il proprio percorso come una sequenza cronologica e ogni artista restituisce l’evento non come racconto univoco ma come accumulo di sguardi diversi sullo stesso accadimento. Pittura a olio, acrilico e acquerello si alternano lungo il percorso, ciascuna a segnare un differente grado di distanza, o di prossimità, rispetto al tema.

La prima sezione, dedicata all’ordine e all’opulenza della Pompei pre-eruzione, si muove nel registro della figurazione e della costruzione simbolica. I profili di Nikola Marković lavorano per iconografia, quasi camei che isolano il soggetto dal proprio contesto storico. A questi lavori si affianca la ricerca di Eva Vivienne Arna che riattiva l’iconografia erotica degli affreschi pompeiani: un’allegoria della sensualità antica che introduce, fin da questa prima sezione, un elemento di alterità rispetto alle narrazioni più didascaliche sulla città romana.

Il secondo momento è quello della rottura, e si costruisce sulla tensione tra ordine e caos. Le opere di Olha Kushliak, di Eva Derco e di Michal Markuš rappresentano il polo dell’ordine: condividono un registro pittorico più figurativo, dove il gesto si fa regolare e le pennellate trovano la propria compostezza formale. A fargli da contrappunto è il caos di Massimo Borrelli, che lavora sulla rottura attraverso una stratificazione di gesti e di colore, che rappresenta un racconto della memoria che si deposita sulla tela invece di dislocarsi.

Nella terza sezione la figurazione lascia il posto a un’indagine più processuale. Su un registro distinto si colloca il lavoro di João Barreira, dove il profilo scuro del vulcano si staglia contro un cielo che brucia dall’arancio al giallo, mentre il paesaggio sottostante si scompone in piani geometrici autonomi. Chiude il percorso il lavoro di Eva Derco, che riporta lo sguardo sulle rovine di oggi, in una coesistenza tra presenza e assenza che è forse il tratto più costante dell’intera mostra: non più la città sepolta, ma il sito archeologico come lo vediamo noi, duemila anni dopo.

Le rovine sepolte dalla lava e dalla cenere sono frammenti che si dilatano in un luogo in cui il tempo, non più integro, racconta storie che non sono mai state nostre, ma di altre vite di cui oggi ci rimangono solo calchi e pietre.

Nel suo insieme, la mostra non propone una ricostruzione storica dell’evento, ma prospettive distinte su una stessa vicenda, tenute insieme dalla domanda che ne costituisce il nucleo curatoriale: che cosa resta di un disastro quando la materia che lo ha causato è anche ciò che ne ha permesso, duemila anni dopo, la conservazione?

INAUGURAZIONE (VERNISSAGE)
• Vernissage con aperitivo: sabato 31 ottobre 2026, ore 18:30

ARTISTI E ORGANIZZAZIONE
Mostra a cura di Massimo Borelli, con la partecipazione di: Eva Derco, Eva Vivienne Arna, João Barreira, Massimo Borrelli, Michal Markuš, Nikola Marković, Olha Kushliak.

Email: massimo.borrelli@gmail.com