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Mostra d'arte

Oltre la forma. Appunti di percezione

Venerdi 3 Aprile 2026

09.30-12.30

Andora

Cultura  

Luogo dell'evento su Google Maps

RACHELE SALATI ESPONE NELLA CAPPELLETTA PROJECT ROOM DI PALAZZO TAGLIAFERRO
La giovane andorese, presenta alcune opere maturate nel suo percorso all’Accademia delle Belle Arti

Andora - La Cappelletta – Project Room di Palazzo Tagliaferro prosegue il proprio programma dedicato agli artisti del territorio con il progetto di Rachele Salati, giovane autrice originaria di Andora, formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Sanremo in Grafica pubblicitaria e Illustrazione.

Mercoledì 1 aprile, alle ore 18.00, inaugura la mostra “Oltre la forma. Appunti di percezione” nasce da una riflessione sul vedere e sul sentire, ispirata alle teorie della Gestalt, secondo cui ciò che percepiamo non è la semplice somma degli elementi, ma una configurazione complessa di relazioni, tensioni e significati.

I lavori presentati in mostra sono estratti dal progetto di tesi che l’artista ha sviluppato per il conseguimento della laurea triennale, e restituiscono una fase di ricerca in cui la sperimentazione visiva si intreccia con un primo tentativo di strutturazione teorica del proprio linguaggio.

“Siamo lieti di accogliere le opere di una giovane artista andorese nella mostra presso la Cappelletta di Palazzo Tagliaferro – dichiara il Vicesindaco con delega alla Cultura Daniele Martino - Rachele Salati ha sviluppato, a seguito dei suoi studi all’Accademia, una riflessione originale e interessante che siamo certi coinvolgerà i visitatori. Le sue opere, infatti, dialogano con chi le osserva, suscitando sensazioni differenti a seconda del vissuto personale di ciascuno. Siamo convinti che Rachele Salati saprà proseguire e consolidare un percorso artistico e professionale ricco di soddisfazioni, distinguendosi per sensibilità espressiva e capacità di ricerca”.

La Mostra di Rachele Salati sarà aperta fino al 31 maggio dalle 9.30 alle 12.30 e su appuntamento - ingresso libero.

Le immagini di Rachele Salati si collocano in questo spazio di tensione tra frammento ed insieme, tra segno ed emozione. Le sue composizioni non si offrono come narrazioni lineari, ma come campi percettivi aperti, in cui forme, colori e relazioni visive attivano una lettura soggettiva e stratificata. Il lavoro nasce da una dimensione intima e personale, ma si sviluppa come tentativo di tradurre l’esperienza emotiva in immagine, affidando allo spettatore un ruolo attivo nel processo di interpretazione. In questa prospettiva, l’opera non è mai conclusa in sé, ma si compie nello sguardo di chi osserva. All’interno dello spazio raccolto della Cappelletta, il progetto trova una dimensione coerente: un luogo di prossimità e concentrazione, in cui la visione si fa esperienza diretta e sensibile. Le opere instaurano un dialogo silenzioso con l’architettura, invitando a una fruizione lenta, attenta, quasi meditativa.

Con questa mostra, La Cappelletta – Project Room conferma la propria vocazione a sostenere e accompagnare le ricerche emergenti del territorio, offrendo uno spazio in cui il linguaggio contemporaneo si costruisce attraverso sperimentazione, consapevolezza e confronto.