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Gli eventi della Riviera Ligure

Ci spingiamo in tutta Italia per fare conoscere tutti gli eventi online!
Bellezze artistiche e storiche e corsi che entrano nelle nostre case, in attesa di poter ritornare a "vivere" la nostra bella Riviera con gite, cultura e tanto altro.

INFO

In caso di maltempo le date e gli orari degli eventi potranno subire variazioni.

A causa dell'emergenza sanitaria relativa al Covid-19 tutti gli eventi potranno essere rimandati o annullati. Verificare se per l'evento di vostro interesse è necessario essere in possesso del GreenPass secondo le nuove normative in materia di Covid-19

Giornate FAI d'Autunno

Giornate FAI d'Autunno

Liguria - Provincia di Savona

data evento     Sabato 16 Ottobre 2021

luogo evento     Tutta la Liguria

luogo evento     Apri la mappa - Vai a Google Maps

Latte Alberti

Ritornano le Giornate FAI d’Autunno: il 16 e il 17 ottobre con 600 aperture di luoghi d’arte e natura in 300 città d’Italia.

PER LE PRENOTAZIONI: www.giornatefai.it

In Liguria per la Provincia di Savona saranno aperti i seguenti luoghi d'arte:
SAVONA - LA FORTEZZA DEL PRIAMAR
Una storia d'amore tra la fortezza del Priamar e Savona non c'è mai stata. Eppure la fortezza fu "galeotta" per tutti quegli idealisti, intellettuali, attivisti per una nobile causa che vi furono rinchiusi o giustiziati con la speranza che la loro triste sorte sedasse altrettanti animi non in linea con lo stato delle cose. Perché l'amore per la Libertà, anche se confinato in una squallida cella, non si spegne. Divampa anzi ancora di più. Lo sapeva bene Giuseppe Mazzini che, incarcerato in questo piccolo Spielberg, vi immaginò la Giovine Italia; lo compresero gli indipendentisti corsi in lotta con la Repubblica di Genova, i militari "insubordinati" che vi scontarono lunghe pene di correzione morale, i prigionieri di guerra, i partecipanti alla resistenza. Con questa visita, focalizzata sulla lunga fase carceraria che ha contraddistinto questa fortezza "galeotta" nell'immaginario e nella realtà, vogliamo omaggiare prima di tutto un istinto umano che ci permette di sfidare da millenni ogni tipo di convenzionale prevaricazione. La fortezza del Priamar dal XVI secolo si affaccia sul mare di Savona, sovrastando l'antico centro storico medievale. Avamposto della Repubblica di Genova, spina nel fianco per i patrioti dell'antico Libero Comune e al contempo garanzia di sicurezza negli anni bui delle scorribande piratesche degli Ottomani nella Riviera di Ponente, è stato un carcere temuto da dissidenti politici, da sobillatori oltre che da comuni delinquenti. Dissoltasi la Repubblica di Genova, l'inespugnabile fortezza è diventata un "carcere modello" del Regno di Sardegna prima e del Regno d'Italia poi. In questo "carcere modello" si sono dipanate storie di patrioti come Mazzini così come tragedie di uomini comuni condannati al lavoro forzato in quella che nel XIX era una vera e propria fabbrica al servizio dello Stato le cui maestranze erano... prigionieri.

Edificata nella prima metà del XVI secolo sulle rovine dell'antica cittadella del Libero Comune di Savona, la fortezza subì nel corso dei secoli diverse trasformazioni, di pari passo alle innovazioni in campo militare e alle trasformazioni politico-sociali che sconvolsero l'Europa con guerre e atti di forza. Luogo inespugnabile in cui nemmeno la peste riuscì a penetrare, nelle celle della fortezza vennero via via ospitati diversi prigionieri politici a partire dal XVIII secolo, soprattutto legati ai moti indipendentisti corsi. In seguito all'annessione dell'antica Repubblica di Genova al Regno di Sardegna, la fortezza ormai priva di un ruolo prettamente difensivo e militare divenne bagno penale del Regno per criminali comuni (dal 1820) e successivamente reclusorio militare, diventando ben presto il più importante della penisola, alle cui dipendenze erano altri due reclusori a Savona e quello sull'isola di Gaeta. In seguito ospitò per diverse settimane un giovane Giuseppe Mazzini che ebbe modo di meditare a lungo alla creazione della "Giovine Italia". Nella seconda metà del XIX il reclusorio del Priamar divenne un vanto per il Regno, aprendo agli imprenditori locali che usufruirono della manodopera a basso costo dei detenuti e istituendovi una tipografia che divenne il punto di riferimento del mondo militare. Con il trasferimento del reclusorio a Gaeta a principio del XX secolo, la fortezza rimase - tra una petizione per restaurarla e un piano per il suo abbattimento a favore delle vicine industrie - quasi abbandonata, presidiata da pochi carabinieri di istanza nella locale caserma e sfruttata modestamente durante la prima guerra mondiale. Durante il secondo conflitto mondiale, in quanto luogo strategico, venne rinforzato e occupato dalle forze dell'Asse, divenendo anche luogo di martirio per alcuni partigiani delle brigate partigiane savonesi. Subì diversi bombardamenti che ne compromisero molte strutture, in seguito demolite, e solo a partire dagli anni '80 del secolo scorso, con il restauro degli spazi e la creazione di alcune strutture museali, congressuali e commerciali, la fortezza è tornata agibile al grande pubblico con un piano di tutela e preservazione.

Nel corso dei secoli sono stati numerosi gli interventi architettonici che hanno interessato la fortezza dal 1542 alla seconda guerra mondiale, tutti atti a rendere il complesso inespugnabile. In soli due anni venne realizzata la prima opera su ideazione dell'ingegner Giovanni Maria Olgiati, ma è solo con il XVIII secolo che si strutturarono una serie di corpi di fabbrica idonei a resistere a prolungati attacchi. Gli stravolgimenti edilizi più importanti si ebbero durante il XIX, quando il carcere assunse proporzioni rilevanti all'interno dell'avamposto, gli stessi che ebbero conseguenze durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
"Galeotta fu la fortezza" permette di scoprire il Priamar sotto una luce poco conosciuta, anche grazie all'apertura straordinaria di locali e spazi generalmente chiusi al pubblico. Per far rivivere la sua stagione "carceraria" ci siamo affidati a documenti inediti di chi nel bagno penale e nel reclusorio militare ci ha lavorato e anche alloggiato per diverso tempo. A che ora era la sveglia di un prigioniero? Com'era il pasto? Quali attività si potevano svolgere durante la detenzione? Ma soprattutto: che tipo di luogo detentivo era? E perché di questa così importante funzione a livello nazionale non è praticamente rimasta memoria? Solo per gli iscritti FAI ci sarà la possibilità di esplorare la polveriera, realizzata con criteri moderni nel XVIII secolo, uno dei luoghi più segreti della fortezza. Savona ha avuto un rapporto tragico con le santabarbare (nel XVII secolo 1/3 della città venne distrutta proprio dall'esplosione di una polveriera limitrofa alla fortezza) e a 100 anni dal disastro del forte Sant'Elena di Bergeggi (il cui sito, sovrastante il golfo di Vado, è visibile proprio dal Priamar) dell'ottobre 1921, abbiamo deciso di ricordare questo evento proprio in un luogo così fortemente simbolico come un magazzino degli esplosivi.
ORARIO:
Sabato: 10:00 - 18:30
Note: ultima visita 17,40
Domenica: 10:00 - 18:30
Note: ultima visita 17,40

CASTELBIANCO, SAVONA - COLLETTA DI CASTELBIANCO - IL PERCORSO DELLA STORIA E ARCHITETTURA
Colletta è una frazione del Comune sparso di Castelbianco che gode di una posizione dominante sulla Val Pennavaira. Le origini del borgo risalgono alla fine del XIII sec. e le strutture abitative sono state mantenute sostanzialmente immutate fino ad oggi. Negli anni '90 il borgo era abbandonato e in un avanzato stato di degrado, ma grazie all'intervento di un gruppo privato è stato recuperato e restaurato. La storia medievale si intreccia con la vita moderna in un mix che rende Colletta uno dei borghi più belli d'Italia e il primo borgo telematico d'Italia.

Colletta è fondata alla fine del XIII per volere dei Marchesi di Clavesana per controllare l'asse viario che attraversa la Val Pennavaira e che arriva in Piemonte. Di conseguenza, il borgo segue le vicende storiche del Marchesato di Zuccarello: oggetto di contesa tra Genova e i Savoia nel corso del XVII sec., passato sotto il controllo della Repubblica fino alle campagne napoleoniche, entra infine a far parte del Regno di Sardegna. Il violento terremoto del 1887 che colpisce tutto il Ponente ligure innesca un processo di spopolamento della frazione, tanto che le case abbandonate cadono in rovina. Il borgo viene restaurato e ammodernato negli anni '90 con un intervento guidato dall'arch. Giancarlo De Carlo.

Colletta è un borgo medievale che sorge sopra una falesia nella Val Pennavaira. L'esterno degli edifici testimonia il rapporto simbiotico tra le gli uomini, le loro esigenze e l'ambiente naturale. La struttura edilizia si integra perfettamente con il territorio circostante, creando una vista armoniosa con le falesie di roccia e i boschi che circondano il borgo. All'interno delle case i piccoli vani, le originali unità abitative, sono stati riadattati in appartamenti con arredamenti moderni e dispongono di una propria connessione internet.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Il percorso vuole farvi scoprire la storia della frazione attraverso i “caruggi”, gli edifici e i suoi elementi architettonici. Grazie ai ragazzi del Gruppo FAI Giovani che guideranno i visitatori, si potrà camminare per i vicoli di Colletta per scoprire cosa rende unica questa frazione. La visita si svolgerà all'aria aperta per stimolare al meglio i nostri sensi e per ri-imparare ad osservare l'ambiente che ci circonda, sia quello antropico sia quello naturale. Il gruppo, partendo dal banchetto centrale del FAI (posizionato all'ingresso del borgo), effettuerà un percorso ad anello che attraverserà la borgata. La visita durerà circa 1 ora e un quarto. I gruppi saranno formati da massimo 15 persone. Non consigliato per chi ha problemi di deambulazione, si consiglia di indossare scarpe da ginnastica.

Passeggiando tra le case del borgo di Colletta sarà possibile scoprire la storia del recupero, del restauro e dell'adeguamento della frazione avvenuto negli anni '90 ad opera dell'architetto Giancarlo De Carlo. Il gruppo partirà dal banchetto centrale del FAI, posto all'ingresso del borgo, e seguirà un percorso ad anello che attraverserà la frazione e farà tappa nei punti iconici della borgata. Guidato da un volontario del FAI, conoscerà uno degli interventi architettonici più audaci degli anni '90, quali sfide sono state incontrate e superate e cosa ha reso questa frazione il primo borgo telematico d'Italia. Un “prima” e un “dopo” della vita nella frazione che ha messo in moto un'organizzazione unica nel territorio, tutta a servizio delle persone che hanno deciso di venire a vivere in un grande condominio diffuso. La visita durerà circa 1 ora e un quarto. I gruppi saranno formati da massimo 15 persone. Non consigliato per chi ha problemi di deambulazione, si consiglia di indossare scarpe da ginnastica.

CASTELBIANCO, SAVONA - COLLETTA DI CASTELBIANCO - CASE
A CURA DI GRUPPO FAI GIOVANI DI ALBENGA-ALASSIO IN COLLABORAZIONE CON LA DELEGAZIONE FAI
I due appartamenti “Best" e “Castelletto” si trovano all'interno del borgo rurale di Colletta, frazione del Comune sparso di Castelbianco. Il borgo domina dall'alto la Valle Pennavaira ed è circondato dai rigogliosi boschi. Il complesso abitativo si è ampliato nel corso dei secoli, ma dalla fine del XIX sec. è iniziato un declino che ha portato allo spopolamento della frazione e all'abbandono delle unità abitative. Dal 1993 al 1999 un gruppo di imprenditori ne finanzia il restauro e il recupero e gli antichi vani sono ammodernati e dotati di ogni moderno comfort.

Colletta è fondata alla fine del XIII per volere dei Marchesi di Clavesana, poiché vogliono controllare l'asse viario che attraversa la Val Pennavaira e che arriva in Piemonte. Di conseguenza, il borgo segue le vicende storiche del Marchesato di Zuccarello: oggetto di contesa tra Genova e i Savoia nel corso del XVII sec., passato sotto il controllo della Repubblica fino alle campagne napoleoniche, entra infine a far parte del Regno di Sardegna. Il violento terremoto del 1887 innesca un processo di spopolamento della frazione, tanto che le case abbandonate cadono in rovina. Il borgo viene restaurato e ammodernato negli anni '90 con un intervento guidato dall'arch. Giancarlo De Carlo.

I due appartamenti, “Best" e “Castelletto", sono due ottimi esempi di come l'intervento di Giancarlo De Carlo abbia adattato gli antichi vani per creare ambienti che sapessero rispondere alle esigenze della vita moderna. I due appartamenti sono stati inclusi nella visita per le loro caratteristiche peculiari, in quanto possiedono elementi originali semplicemente restaurati, oppure sono il perfetto esempio di come De Carlo sia riuscito a sfruttare gli spazi preesistenti creando un'abitazione moderna che conserva ancora l'antica impostazione.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Piccoli gruppi di visitatori partendo dal banchetto centrale del FAI, sito all'inizio del borgo, avranno la possibilità di entrare all'interno di due degli appartamenti ristrutturati nell'intervento di recupero degli anni '90 guidato dall'arch. Giancarlo De Carlo. Una possibilità unica di scoprire la frazione di Colletta da un punto di vista solitamente inaccessibile, osservando il connubio tra gli elementi originali che si sono riusciti a mantenere e le aggiunte e scelte architettoniche successive. La visita sarà arricchita da curiosità sulle decisioni intraprese per adattare i vecchi edifici abbandonati in appartamenti dotati di ogni comfort e informazioni sul particolare stile di vita degli abitanti del borgo, eremiti connessi con il mondo. Bene aperto ai soli iscritti FAI. La visita durerà circa 45 minuti. I gruppi saranno formati da massimo 5 persone. Non consigliato per chi ha problemi di deambulazione, si consiglia di indossare scarpe da ginnastica.

LUOGO SOLITAMENTE CHIUSO
Luogo solitamente chiuso al pubblico perché di proprietà privata

NOTE PER LA VISITA
SABATO MATTINA: 10 (primo gruppo), 10.30 (secondo gruppo), 11.00 (terzo gruppo), 11.30 (quarto gruppo);
SABATO POMERIGGIO: 14.30 (primo gruppo), 15.00 (secondo gruppo), 15.30 (terzo gruppo), 16.00 (quarto gruppo), 16.30 (quinto gruppo);
DOMENICA MATTINA: 10 (primo gruppo), 10.30 (secondo gruppo), 11.00 (terzo gruppo), 11.30 (quarto gruppo);
DOMENICA POMERIGGIO: 14.30 (primo gruppo), 15.00 (secondo gruppo), 15.30 (terzo gruppo), 16.00 (quarto gruppo), 16.30 (quinto gruppo).


CASTELBIANCO, SAVONA - COLLETTA DI CASTELBIANCO - VISITA MOSTRA E GIRO CON ARCH. ENRICO ZUNINO
INGRESSO DEDICATO AGLI ISCRITTI FAI CON POSSIBILITÀ DI ISCRIVERSI IN LOCO
APERTURA A CURA DI Gruppo FAI giovani di albenga-alassio in collaborazione con la delegazione FAI

NOTE PER LA VISITA
SABATO MATTINA: 11.45 (gruppo unico);
SABATO POMERIGGIO: 14.00 (primo gruppo), 16.45 (secondo gruppo).
A CURA DI GRUPPO FAI GIOVANI DI ALBENGA-ALASSIO IN COLLABORAZIONE CON LA DELEGAZIONE FAI
VISITE A CURA DI Arch. Enrico Zunino




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The FAI Autumn Days are back: on 16 and 17 October with 600 openings of places of art and nature in 300 cities of Italy.

FOR RESERVATIONS: www.giornatefai.it

In Liguria, the following places of art will be open for the Province of Savona:
SAVONA - THE PRIAMAR FORTRESS
There has never been a love story between the Priamar fortress and Savona. Yet the fortress was "galeotta" for all those idealists, intellectuals, activists for a noble cause who were locked up or executed in the hope that their sad fate would sedate as many souls not in line with the state of things. Because the love of Freedom, even if confined to a squalid cell, does not go out. Indeed it flares up even more. Giuseppe Mazzini knew it well, who, imprisoned in this little Spielberg, imagined the Young Italy there; This was understood by the separatists who ran into struggle with the Republic of Genoa, the "insubordinate" soldiers who served long sentences of moral correction there, the prisoners of war, the participants in the resistance. With this visit, focused on the long prison phase that has characterized this "galeotta" fortress in the imagination and in reality, we want to pay homage first of all to a human instinct that allows us to challenge any kind of conventional abuse for millennia. The Priamar fortress from the sixteenth century overlooks the sea of ??Savona, overlooking the ancient medieval historic center. Outpost of the Republic of Genoa, thorn in the side for the patriots of the ancient Free Municipality and at the same time a guarantee of security in the dark years of the pirate raids of the Ottomans in the Riviera di Ponente, it was a prison feared by political dissidents, by troublemakers as well as by common offenders. With the dissolution of the Republic of Genoa, the impregnable fortress became a "model prison" of the Kingdom of Sardinia first and then of the Kingdom of Italy. In this "model prison" stories of patriots such as Mazzini unraveled as well as tragedies of ordinary men condemned to forced labor in what in the nineteenth was a real factory at the service of the state whose workers were.
.. prisoners.

Built in the first half of the 16th century on the ruins of the ancient citadel of the Free Municipality of Savona, the fortress underwent several transformations over the centuries, hand in hand with innovations in the military field and the political-social transformations that shook Europe with wars and acts of force. An impregnable place where not even the plague was able to penetrate, various political prisoners were gradually hosted in the cells of the fortress starting from the eighteenth century, especially linked to the Corsican independence movements. Following the annexation of the ancient Republic of Genoa to the Kingdom of Sardinia, the fortress, now devoid of a purely defensive and military role, became the penal bath of the Kingdom for common criminals (from 1820) and subsequently military imprisonment, soon becoming the most important of the peninsula, under which there were two other reclusori in Savona and one on the island of Gaeta. Later it hosted a young Giuseppe Mazzini for several weeks who had the opportunity to meditate for a long time on the creation of the "Young Italy". In the second half of the 19th century, the Priamar prison became a source of pride for the Kingdom, opening up to local entrepreneurs who made use of the low-cost labor of the prisoners and setting up a printing shop that became the reference point of the military world. With the transfer of the prison to Gaeta at the beginning of the twentieth century, the fortress remained - between a petition to restore it and a plan for its demolition in favor of the nearby industries - almost abandoned, manned by a few police officers in the local barracks and modestly exploited. during the first World War. During the Second World War, as a strategic place, it was reinforced and occupied by the Axis forces, also becoming a place of martyrdom for some partisans of the Savona partisan brigades. It underwent several bombings that compromised many structures, which were later demolished, and only since the 1980s, with the restoration of the spaces and the creation of some museum, congress and commercial structures, the fortress was once again accessible to the general public. with a protection and preservation plan.
Over the centuries there have been numerous architectural interventions that have affected the fortress from 1542 to the Second World War, all aimed at making the complex impregnable. In just two years, the first work was created based on the idea of ??the engineer Giovanni Maria Olgiati, but it was only with the 18th century that a series of buildings were structured to withstand prolonged attacks. The most important building upheavals occurred during the nineteenth century, when the prison assumed significant proportions inside the outpost, the same that had consequences during the bombings of the Second World War.

WHAT WILL YOU DISCOVER DURING THE DOING DAYS?
"Galeotta was the fortress" allows you to discover the Priamar under a little known light, also thanks to the extraordinary opening of premises and spaces generally closed to the public. To relive his "prison" season we have relied on unpublished documents of those who worked and even stayed there for some time in the penal bathroom and in the military detention center. What time was a prisoner awake? How was the meal? What activities could be carried out while in detention? But above all: what kind of detention place was it? And why is there practically no memory of this important function at the national level? Only for FAI members there will be the opportunity to explore the powder magazine, built with modern criteria in the eighteenth century, one of the most secret places of the fortress. Savona had a tragic relationship with the Santabarbare (in the seventeenth century 1/3 of the city was destroyed by the explosion of a powder keg adjacent to the fortress) and 100 years after the disaster of the strong Sant'Elena di Bergeggi (whose site, overlooking the gulf of Vado, is visible right from the Priamar) of October 1921, we decided to remember this event in such a strongly symbolic place as an explosives warehouse.
HOURS:
Saturday: 10:00 - 18:30
Notes: last visit 5:40 pm
Sunday: 10:00 - 18:30
Notes: last visit 5:40 pm

CASTELBIANCO, SAVONA - COLLETTA DI CASTELBIANCO - THE PATH OF HISTORY AND ARCHITECTURE
Colletta is a fraction of the scattered municipality of Castelbianco which enjoys a dominant position on the Val Pennavaira. The origins of the village date back to the end of the 13th century. and the housing structures have been kept substantially unchanged until today. In the 90s the village was abandoned and in an advanced state of decay, but thanks to the intervention of a private group it has been recovered and restored. Medieval history is intertwined with modern life in a mix that makes Colletta one of the most beautiful villages in Italy and the first telematic village in Italy.

Colletta was founded at the end of the 13th at the behest of the Marquises of Clavesana to control the road axis that crosses the Val Pennavaira and arrives in Piedmont. Consequently, the village follows the historical events of the Marquisate of Zuccarello: object of contention between Genoa and the Savoy during the seventeenth century, passed under the control of the Republic until the Napoleonic campaigns, it finally became part of the Kingdom of Sardinia. The violent earthquake of 1887 that hit the entire western Liguria triggers a process of depopulation of the hamlet, so much so that the abandoned houses fall into disrepair. The village was restored and modernized in the 90s with an intervention led by the architect. Giancarlo De Carlo.

Colletta is a medieval village that rises above a cliff in the Val Pennavaira. The exterior of the buildings testifies to the symbiotic relationship between men, their needs and the natural environment. The building structure integrates perfectly with the surrounding area, creating a harmonious view with the cliffs of rock and the woods that surround the village. Inside the houses the small rooms, the original housing units, have been adapted into apartments with modern furnishings and have their own internet connection.

WHAT WILL YOU DISCOVER DURING THE DOING DAYS?
The route aims to make you discover the history of the hamlet through the “caruggi”, the buildings and its architectural elements. Thanks to the youngsters of the FAI Youth Group who will guide visitors, it will be possible to walk through the alleys of Colletta to discover what makes this hamlet unique. The visit will take place in the open air to better stimulate our senses and to re-learn to observe the environment that surrounds us, both the anthropic and the natural one. The group, starting from the FAI central banquet (located at the entrance of the village), will carry out a circular route that will cross the village. The visit will last approximately 1 hour and a quarter. The groups will consist of a maximum of 15 people. Not recommended for those with walking problems, it is recommended to wear sneakers.

Walking among the houses of the hamlet of Colletta it will be possible to discover the history of the recovery, restoration and adaptation of the hamlet which took place in the 90s by the architect Giancarlo De Carlo. The group will start from the FAI central banquet, located at the entrance to the village, and will follow a circular route that will cross the hamlet and stop at the iconic points of the village. Led by an FAI volunteer, he will learn about one of the most daring architectural interventions of the 90s, what challenges have been met and overcome and what made this hamlet the first telematic village in Italy. A "before" and "after" of life in the hamlet that has set in motion a unique organization in the area, all at the service of the people who have decided to come and live in a large widespread condominium. The visit will last approximately 1 hour and a quarter. The groups will consist of a maximum of 15 people. Not recommended for those with walking problems, it is recommended to wear sneakers.

CASTELBIANCO, SAVONA - COLLETTA DI CASTELBIANCO - HOUSES
CURATED BY THE FAI YOUNG GROUP OF ALBENGA-ALASSIO IN COLLABORATION WITH THE FAI DELEGATION
The two apartments "Best" and "Castelletto" are located in the rural village of Colletta, part of the scattered municipality of Castelbianco. The village dominates the Pennavaira Valley from above and is surrounded by luxuriant woods. The housing complex has expanded over the centuries, but from the end of the nineteenth century a decline began which led to the depopulation of the hamlet and the abandonment of housing units. From 1993 to 1999 a group of entrepreneurs financed the restoration and recovery and the ancient rooms they are modernized and equipped with every modern comfort.

Colletta was founded at the end of the 13th at the behest of the Marquises of Clavesana, since they want to control the road axis that crosses the Val Pennavaira and arrives in Piedmont. Consequently, the village follows the historical events of the Marquisate of Zuccarello: object of contention between Genoa and the Savoy during the seventeenth century, passed under the control of the Republic until the Napoleonic campaigns, it finally became part of the Kingdom of Sardinia. The violent earthquake of 1887 triggers a process of depopulation of the hamlet, so much so that the abandoned houses fall into disrepair. The village was restored and modernized in the 90s with an intervention led by the architect. Giancarlo De Carlo.

The two apartments, "Best" and "Castelletto", are two excellent examples of how the intervention of Giancarlo De Carlo adapted the ancient rooms to create environments that could respond to the needs of modern life. The two apartments were included in the visit for their peculiar characteristics, as they have simply restored original elements, or they are the perfect example of how De Carlo has managed to exploit the pre-existing spaces by creating a modern house that still retains the ancient setting. .

WHAT WILL YOU DISCOVER DURING THE DOING DAYS?
Small groups of visitors starting from the FAI central banquet, located at the beginning of the village, will have the opportunity to enter two of the apartments renovated in the 90s recovery intervention led by the architect.
Giancarlo De Carlo. A unique opportunity to discover the hamlet of Colletta from a usually inaccessible point of view, observing the combination of the original elements that have managed to keep and the subsequent additions and architectural choices. The visit will be enriched by curiosities about the decisions taken to adapt the old abandoned buildings into apartments equipped with every comfort and information on the particular lifestyle of the inhabitants of the village, hermits connected with the world. Well open to FAI members only. The visit will last approximately 45 minutes. The groups will consist of a maximum of 5 people. Not recommended for those with walking problems, it is recommended to wear sneakers.

PLACE USUALLY CLOSED
Place usually closed to the public because it is privately owned

NOTES FOR THE VISIT
SATURDAY MORNING: 10 (first group), 10.30 (second group), 11.00 (third group), 11.30 (fourth group);
SATURDAY AFTERNOON: 2.30 pm (first group), 3.00 pm (second group), 3.30 pm (third group), 4.00 pm (fourth group), 4.30 pm (fifth group);
SUNDAY MORNING: 10 (first group), 10.30 (second group), 11.00 (third group), 11.30 (fourth group);
SUNDAY AFTERNOON: 2.30 pm (first group), 3.00 pm (second group), 3.30 pm (third group), 4.00 pm (fourth group), 4.30 pm (fifth group).


CASTELBIANCO, SAVONA - COLLETTA DI CASTELBIANCO - VISIT EXHIBITION AND TOUR WITH ARCH. ENRICO ZUNINO
ENTRANCE DEDICATED TO FAI MEMBERS WITH THE POSSIBILITY TO REGISTER ON THE SPOT
OPENING BY FAI Youth Group of albenga-alassio in collaboration with the FAI delegation

NOTES FOR THE VISIT
SATURDAY MORNING: 11.45 (single group);
SATURDAY AFTERNOON: 2.00 pm (first group), 4.45 pm (second group).
CURATED BY THE FAI YOUNG GROUP OF ALBENGA-ALASSIO IN COLLABORATION WITH THE FAI DELEGATION
VISITS BY Arch. Enrico Zunino



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